Argomenti monotematici del Blog La mia prima volta Ecco anche la tua © Natolibero.it 2012
Il Blog di Natolibero.it Nel cuore di Leo Un giorno come tanti altri, ma per noi un giorno speciale.  Primo Aprile. No, non è uno scherzo! Era il nostro anniversario.  Forse in effetti era nato tutto così, per gioco.  Eravamo con una comitiva di amici, la classica festicciola in casa di coetanei, tutti tredicenni, in  procinto di concludere le scuole medie inferiori per affrontare il grande passo delle superiori.  Cogliendo lo spirito di quella giornata ci mettemmo a farci scherzi l'un con l'altro.  Cose bambinesche, come attaccare bigliettini con disegnato il classico pesciolino di aprile sulle  spalle del malcapitato da deridere.  Quello che era stato incollato alla mia maglietta, però, era molto particolare, perché rappresentava  un pesciolino innamorato, pieno di cuoricini, all'interno dei quali era scritto ripetutamente ti amo.  Pensai subito allo scherzo di qualche buontempone. Poi, invece, m'accorsi dello sguardo languido di  Leo, che diceva molto più delle parole.  Fu un attimo. I nostri occhi si fissavano e… lontani da sguardi indiscreti ci scambiammo il nostro  primo appassionato bacio nel bagno di quella casa. Ne uscimmo mano nella mano, determinati a non  nascondere anche agli altri che ormai ci eravamo messi insieme.  Dopo un anno di rapporto fatto di amici, liti, coccole, presenze e assenze, e dopo due anni di  frequentazione dove per lui esistevo solo io e per me solo lui, siamo arrivati insieme a un passo  importante.  Due ragazzini di 15 anni che non sanno bene cosa fanno. Ma io lo amavo e lui amava me, di questo  ne sono certa. Del resto avevamo cercato in tutti i modi possibili di ovviare al rapporto completo con i metodi e  sistemi che conoscevamo.  I nostri corpi avevano già provato sensazioni indescrivibili, e conoscevamo reciprocamente molto  bene le nostre nudità, ormai esplorate in lungo e in largo.  Spesso ci sdraiavamo nudi uno accanto all'altro, rigorosamente quando i suoi genitori si trovavano  fuori casa per lavoro, e ci sfioravamo ad occhi chiusi.  Era bellissimo. Era come assaporare i rispettivi corpi con le sole estremità delle dita. Leggerli in una  sorta di alfabeto braille in cui esisteva solo la parola amore. Cogliere il fremito del piacere al solo  sfioramento dei punti più eccitanti. Sentire l'altrui eccitazione soffermandoci dolcemente sui sessi.  Il passo che ci portò poi rapidamente alla nostra decisione finale fu quando ci masturbammo a  vicenda. Prima lui, che mi procurò il mio primo orgasmo con le dita. Poi io che, sdraiata accanto a  lui, glielo tenevo in pugno stretto stretto mentre lui muoveva il bacino su e giù, prima piano e poi  sempre più convulsamente fino a raggiungere il piacere con una eiaculazione che arrivò un po'  dappertutto in quella stanza. E come mi avevano confidato alcune amiche, anch'io provai un po' di  schifo nel ritrovarmi con la mano completamente inondata da quel liquido appiccicoso.  Giunti a quel punto, non ci mancava che un ultimissimo breve passo per farlo la prima volta,  sentendoci finalmente una cosa sola.  Mi ricordo che ne parlammo a lungo, perché ritenevamo entrambi che si trattasse di qualche cosa di  speciale, che non avremmo potuto - e dovuto - vivere alla leggera.  Ognuno per proprio conto, quindi, ci informammo con i canali ed i mezzi a disposizione - amici e  internet in particolare - su come rendere il più speciale possibile quella prima esperienza.  Leo la preparò nei dettagli: cenetta a lume di candela in un locale molto carino, in cui parlammo del  più e del meno tradendo qua e là anche un po' di emozione. Poi una romantica passeggiata a piedi  mano nella mano fino a casa sua, lasciata libera dai suoi per i soliti impegni di lavoro.  Da buon figlio unico non doveva neppure preoccuparsi di avere intorno eventuali rompiballe, come  accadeva invece spesso a me con due fratelli più piccoli pronti a fare la spia.  Quando mi spalancò la porta della sua cameretta non la riconoscevo più: vi era un ordine mai visto  prima, tutto perfettamente lindo e pulito, ma soprattutto il mio amore aveva cosparso sul suo  lettino degli stupendi petali di rosa.  Conosceva perfettamente i miei gusti, e quindi sapeva bene che la rosa è il mio fiore preferito. Lì  per lì fui molto felice di non amare particolarmente l'agrifoglio!!!  Glielo dissi, tanto per stemperare l'iniziale imbarazzo, e così scoppiammo entrambi a ridere.  Senza alcun preavviso mi volle prendere in braccio, e mi adagiò con una dolcezza incredibile sul  letto.  Poi ci colse un turbinio di emozioni, una dietro l'altra, che ci trascinò in un vortice senza fine fatto  di baci, carezze, scambio di amorosi sensi ed in men che non si dica lo sentii dentro di me.  La mia prima volta non saprei descriverla altrimenti, ma so che è stata meravigliosa, emozionante, e  l'amore che provavamo usciva e cresceva sempre di più.  Sono contenta che la mia prima volta sia stata con lui, dentro il suo cuore, anche se poi - come  capita spesso - le nostre strade si divisero: piccole e grandi incomprensioni: il suo primo tradimento  "Tanto per provare nuove esperienze" - si giustificò - inoltre due indirizzi scolastici diversi…  Ora siamo entrambi fidanzati con altre persone.  Dopo quattro anni da quella fatidica sera i ricordi sono però sempre vivi in me, sempre presenti.  Come è presente lui, di nascosto. Ancora oggi lo vedo e sento un brivido ogni volta che mi abbraccia,  che mi sfiora.  Ci siamo fatti tanto male, ma ora, col tempo, quell'odio verso di lui per tutto il male che mi aveva  fatto si è attenuato, è stato scavalcato dai bei ricordi e dal bene che Dio solo sa quanto gliene  voglio.  Penso alla sua ragazza, e al mio ragazzo, e mi dispiace per loro che non si meritano di essere a loro  volta traditi. Ma questo amore, il primo amore, per noi è troppo importante. 
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