Argomenti monotematici del Blog
La mia prima volta
Racconta la tua
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La prima volta non si scorda mai!
Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere. E quanti lo avranno effettivamente riscontrato nella
propria esperienza personale!
In effetti non c'è nulla come il fare l'amore per la prima volta che ti possa rimanere impresso, come
un segno indelebile, nel cuore e nella mente. Con le opportune distinzioni, in realtà.
Infatti ci sono prime volte stupende, e prime volte orribili; prime volte che ti fanno tornare alla
mente splendide emozioni, e prime volte che ti riportano ad incubi mai completamente superati.
Rispetto ad ogni altra prima esperienza, la prima volta in cui si fa l'amore racchiude qualcosa di
diverso, di non comparabile, di straordinario, e riveste nel contempo un carattere di eccezionalità
che ne fa un elemento essenziale - e irrinunciabile - della nostra vita.
In tema di ambientazione si assiste spesso al nascere del primo amore, e quindi dell'occasione di
vivere la propria prima volta, nella stagione estiva.
L'estate riveste per antonomasia uno dei periodi migliori per tutta una serie di ragioni, che vanno
dalla spensieratezza, alla possibilità di stringere nuove amicizie, dal go-dimento di parecchio tempo
libero, alla visione delle altrui nudità in spiagge e piscine, ciò comportando in età adolescenziale un
poderoso aumento ormonale che scatena reciproche attrazioni fisiche.
La prima volta tutti se la immaginano "rose e fiori", piena di amore, di voglia di scoprire e
soprattutto di diventare grandi.
La prima volta, invece, può anche essere il risultato di una raccapricciante violenza, a volte
premeditata, che snatura completamente il vero significato dell'atto di amore per eccellenza.
I più fortunati ricordano la loro prima volta, anche se spesso avuta con persone diverse dal futuro
partner, con immensa gioia, soprattutto convinti che si sia trattato della persona giusta, al momento
giusto, nel posto giusto.
Certo, fare l'amore in tali condizioni, pur nell'inesperienza della prima volta, è senza ombra di
dubbio inebriante, e non farà più dimenticare quegli attimi preziosi della propria vita.
Ora, se vuoi, puoi approfittare di questo spazio per raccontare la tua prima volta. Nel più assoluto
anonimato, naturalmente.
E’ semplicissimo, basta cliccare su Form Link.
Leggi i racconti pubblicati.
(*) Sono consapevole che la storia che scriverò, che rimarrà completamente anonima, potrà essere pubblicata su
questo sito web e utilizzata per fini di studio e/o letterari. Pertanto rinuncio a qualsiasi diritto o royalty per quanto da me
inviato.
Per vivere la prima volta nella maniera giusta bastano pochi essenziali ingredienti...
Quando pensiamo alla nostra prima volta, non facciamo l’errore di pensare a qualche cosa che va fatta in qualche modo perché tanto
tocca a tutti prima o poi… Oppure ad un obbligo per non deludere il partner, solitamente maschile… Oppure ancora solo per fare una
semplice esperienza, in modo da non trovarsi spiazzati quando la si intende poi vivere con la persona giusta.
Soprattutto non si abbia fretta, ma neanche troppa razionalità.
Insomma, detta così sembrerebbe tutta una complicazione! In realtà vivere la prima volta nella maniera giusta, e non meccanicamente
parlando, è la cosa più semplice che esista al mondo.
Bastano pochi essenziali ingredienti.
L'innamoramento
Il trasporto che si prova verso l'altra persona deve essere totale ed incondizionato. Si deve sentire il vero amore, quello che ti fa
rimbombare dentro al cuore l'eco della felicità, della gioia immensa, che di lì a poco potrà trasformarsi nell'apoteosi, nel tripudio dei sensi.
Un amore che non deve necessariamente essere corrisposto - e non scanda-lizziamoci per questa affermazione - perché la delusione è
sempre in agguato. Quindi si parta sempre dal concetto che in quel preciso istante dobbiamo essere in ogni caso noi - e solamente noi -
che vogliamo finalmente vivere la nostra prima volta.
La persona giusta
Quante volte, e soprattutto dai partner maschili, si è sentita - più o meno pressantemente - la richiesta di farlo. E quante volte lo si è fatto
per non rischiare di venire lasciati, o di risultare troppo antiquati, o - ancora peggio - essere tacciati di non amare abbastanza. Quando
invece, in definitiva, si trattava forse soltanto di non essere ancora pronti, e questo semplicissimo diritto non veniva, diciamo così, colto
nella maniera giusta. Quindi, tanto per ricollegarci con quanto detto in precedenza, la persona giusta è quella di cui ci sentiamo
innamorati in quel preciso momento. Nessun'altra persona è nel diritto di chiederci la cosiddetta prova d'amore.
Il luogo
Non tutti hanno la fortuna di avere a disposizione un posto in cui fare l'amore con la serenità e la tranquillità neces-sarie. A maggior
ragione quando si tratta di farlo per la prima volta. Certamente ciò può influire sostanzialmente, sia in termini positivi che negativi, quindi -
ahinoi - si dovrebbe necessariamente attendere anche l'occasione più propizia. La prima volta in auto, o in un luogo comunque esposto
al possibile rischio di essere scoperti, non è assolutamente consigliabile. Meglio farlo fra quattro mura, in casa, quando si è certi che non
arrivi nessuno a rompere… quella magica atmosfera. E sarebbe anche molto carino predisporre nella maniera che si ritiene più indicata
la stanza che accoglierà il nostro primo indimenticabile atto d'amore. Magari con luci soffuse, al bando il buio completo, un buon profumo
- inebriante - nell'aria.
La lucidità
Non è un controsenso, come sembrerebbe di primo acchito. In questo caso, infatti, ci si riferisce alla lucidità delle emozioni, e non a
quella della mente. Inoltre, alcolici - e tanto meno quelli super e strane pasticche - devono essere assolutamente messi al bando. Primo
perché verrebbero sicuramente meno i presupposti di fare bene e con coscienza l'amore, e poi perché a fronte di un'apparente trasporto
emozionale si correrà anche il serio rischio di non ricordarci nemmeno ciò che abbiamo fatto… e magari anche con chi l'abbiamo fatto!
Una vera e propria debacle su tutti i fronti. Quindi viviamo il nostro fare l'amore sentendone e respirandone a pieni polmoni ogni passo.
La modalità
Fare l'amore - in generale - non dovrebbe essere scambiato volgarmente con lo “scopare”. Evidentemente si tratta di due cose ben
distinte, non bisogna essere dei pozzi di scienza per comprenderlo. Fare l'amore poi per la prima volta non può - e non deve -
confondersi con la pratica del sesso fine a se stesso. Sarebbe come mischiare il buon vino con l'acqua fresca, col risultato di non poterne
né assaporare il gusto, né soddisfare pienamente la propria sete. Legittimamente - certo - si può fare sia l'una che l'altra cosa, ed
esserne anche soddisfatti, per carità, ma ciò sarebbe un vero peccato ed un grave errore nel caso della nostra prima volta. Quindi reputo
necessario, pur con la spontaneità che richiede quel bellissimo momento, godere di ogni istante, ogni bacio, ogni carezza, ogni coccola…
fino al fatidico attimo in cui si diviene una cosa sola. Ed in questo contesto assumono una particolare importanza i preliminari, che -
parafrasando - possono considerarsi i gesti sensuali che permettono, a poco a poco, di passare al momento immediatamente
successivo. Questo ha la sua importanza quindi anche quando la coppia non è già completamente affiatata, anzi permette di vivere la
prima volta con l'intensità che merita, facendo passare in secondo piano la vera e propria durata dell'atto in sé.
Gli accorgimenti
Quando si fa l'amore - e ciò vale in particolare la prima volta - non necessariamente si intende anche procreare. Anzi, solitamente questa
ipotesi viene considerata un vero e proprio spauracchio, che riesce ad influire psicologicamente in modo tale da rovinare il piacere e
l'intensità del momento. Ecco perché, oltre alla disponibilità di un luogo sicuro, sarebbe veramente il caso di dotarsi delle migliori
precauzioni quando si intende fare l'amore. Per non stare poi qui ad evidenziare il tema delle malattie sessualmente trasmissibili - fra
l'altro sempre in agguato anche quando pensiamo di conoscere molto bene il nostro partner. Quindi, sia lui che lei, hanno molte modalità
per difendersi da sgradite sorprese, che possono influire negativamente su una vita intera. È indubbio che farlo in maniera naturale,
senza bar-riere fisiche tanto per intenderci, sia tutta un'altra cosa. E che sia il dare che il ricevere, questa volta in senso fisico, sia
particolarmente appagante. Ma il "gioco non vale la candela", si dice. Per cui meglio ritardare di qualche tempo l'estrema intensità del
piacere, piuttosto che rimpiangere di averlo fatto!
Il dopo
Sia che lo si faccia per la prima volta che nelle svariate volte successive l'affiatamento dell'attimo ed il completo appagamento dei sensi,
e non solo, lo si può ben comprendere dal dopo. Quando si fa l'amore, il dopo - con particolare riferimento a come ci si senta subito dopo
- ha la sua fondamentale importanza. Se ciò che avete provato è solo, sep-pur appassionato e travolgente, un appagamento fisico…
ebbene, non era esattamente quello il partner per voi. Ciò nell'uomo è senz'altro più marcato, in quanto il piacere fisico è alquanto
meccanico ed avviene sostanzialmente con l'eiaculazione, al termine della quale, nel momento in cui si ritorna in sé, ci si chiede magari il
perché lo si è fatto. Se al contrario, accompagnato dall'istintivo ed immancabile effetto relax, vi è anche una irrefrenabile voglia di tenere
abbracciati a sé il partner e continuare lo scambio di coccole e tenerezze fin quasi a perdere i sensi, e magari addormentarsi con i corpi
ancora saldamente uniti tra loro… allora si può dire di aver veramente fatto l'amore… magari in una splendida ed indimenticabile prima
volta.
In una Parigi apparentemente pacifica, immersa nel torpore della primavera
del 1968, il giovane studente americano Mattehew arriva per studiare il
francese. Inizialmente mostra difficoltà a socializzare e l'unico suo rifugio
diviene il cinema che riesce a trasportarlo in una realtà che pare distante.
Durante l'occupazione della Cinémathèque française da parte degli studenti, Matthew
incontra Isabelle, che si mostra subito aperta e presenta il nuovo amico al fratello
gemello Théo. Matthew comincia a frequentare i suoi nuovi amici francesi, i quali poi
lo invitano a convivere con loro.
Restando a stretto contatto coi gemelli, Matthew scopre in loro un'intimità estrema, e
viene spesso trascinato in un delirio di erotismo che li porta a conoscersi sempre più
profondamente. Ci vuole poi una scommessa per fare capire a Matthew di essersi
invaghito di Isabelle. Il film si conclude in maniera inaspettata: i ragazzi tornano
improvvisamente alla realtà dei moti studenteschi, dove Isabelle e Théo si
concedono alla violenza, mentre Matthew resta in disparte, cercando di ridare un
senso alla sua vita, ormai tanto profondamente segnata da Isabelle e Théo. Il
finale testimonia l'indissolubile legame che unisce i gemelli, e costringe Matthew,
che se ne sente irrimediabilmente escluso, ad arrendersi all’evidenza.
LA PRIMA VOLTA DI EVA GREEN NEL FILM “THE DREAMERS”
“The Dreamers - I
Sognatori” è un film
del 2003 diretto da
Bernardo Bertolucci.
Il film è basato su un
racconto di Gilbert Adair
“The Holy Innocents”.
Adair ha anche scritto la
sceneggiatura del film.
Clicca sull’immagine per
visionare la prima volta di Eva
Green nel film “The
Dreamers”.
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