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Sentenza dell’Utri Il vero eroe si chiama Roberto Saviano Verrebbe da sorridere, se non si trattasse di una vera e propria beffa, che solitamente giunge accompagnata anche dal danno. Il giorno della conferma della condanna a sette anni di carcere, per concorso esterno in associazione mafiosa, l’onorevole Dell’Utri perde una grande occasione per starsene zitto e ringrazia lo stalliere di Arcore, Vittorio Mangano, ma soprattutto il suo silenzio. Un silenzio che non avrebbe consentito ai magistrati di provare molte delle accuse, e che fa guadagnare allo stalliere l’epiteto d’eroe. Alla faccia di quelli veri, di eroi, che non solo spesso hanno perso la propria vita per gli altri, ma che continuano a vivere sotto la protezione dello Stato per evitare che vengano assassinati. E’ il caso, fra i tanti, di Roberto Saviano, senza stare a scomodare i vari Falcone e Borsellino, che purtroppo pagano un conto salatissimo per avere servito il Paese. Saviano può ancora respirare, ma la sua vita sociale è stata bruscamente interrotta. Resta il suo grande contributo a fare emergere tutto il marcio che c’è in alcune zone d’Italia, adeguatamente scortato da Polizia e Carabinieri s’intende. Ma che vita triste è diventata la sua, sottoposto quotidianamente ad un regime di protezione che sembra quasi quello dei più spietati carcerati. Saviano è divenuto certamente un simbolo per molti, per altri un personaggio scomodo, perché racconta delle verità, vissute in prima persona, per altri ancora un bersaglio da mirare e colpire, per fare cadere nello sconforto le nostre Forze dell’Ordine e fare da monito a nuovi eventuali improvvidi imitatori. Ecco perché se di eroi bisogna parlare anche a lui ci si deve riferire. E avrebbe fatto una bellissima figura se lo avesse fatto anche l’onorevole Dell’Utri. Se proprio proprio non poteva starsene zitto. Che stranezza. Nel nostro Paese per diventare eroi si deve essere uccisi dalla mafia, addirittura ci si può diventare vincendo un mondiale di calcio, ma che bastasse starsene zitti… questa proprio è bella! E grida vendetta a Dio, perché la nostra storia ha conosciuto veri eroi che col proprio silenzio hanno salvato altre persone, pagando quel silenzio con la vita. Ma, con tutta la buona volontà, non può essere certamente il caso proposto da Dell’Utri, ce lo consenta l’onorevole… Fatto sta che una sentenza è stata emessa: sette anni. Pochi? Molti? Giusti? Chissà, chi vivrà vedrà, come recita un detto popolare. Certamente non sono nulla di fronte a quelli – e si spera siano moltissimi – che vivrà giorno dopo giorno, anno dopo anno, Roberto Saviano, che avrebbe potuto tranquillamente vivere una vita normale standosene zitto, e che invece sta pagando con pesantissime restrizioni personali l’amore per la sua Terra, la sua Gente, tutti noi che dovremmo prendere esempio dal suo Coraggio per denunciare reati e soprusi.
“Saviano è divenuto certamente un simbolo per molti, per altri un personaggio scomodo” 
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