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Ad ormai molti anni dalla ingiusta carcerazione LIBERATE SAN SUU KYI Un accorato appello al Governo della Birmania Il giorno 24 ottobre di ogni anno ricorre l’anniversario dell'ingiusta carcerazione per motivi politici di Aung San Suu Kyi. Verso la fine degli anni ottanta il generale Saw Maung prese il potere in Birmania e instaurò il regime militare che tutt'ora comanda. Fortemente influenzata dagli insegnamenti di Gandhi, Aung San Suu Kyi sposò la causa del suo paese in maniera non-violenta e fondò la Lega Nazionale per la Democrazia, che neanche un anno dopo le costò gli arresti domiciliari. Nel 1990 il regime militare decise di chiamare il popolo alle elezioni, e il risultato fu una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro, tuttavia i militari rigettarono il voto, e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L'anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace, ed usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano. Gli arresti domiciliari le furono revocati nel 1995, ma rimaneva comunque in uno stato di semi libertà, non poté mai lasciare il paese, perché in tal caso le sarebbe stato negato il ritorno in Patria. Nel 2002, a seguito di forti pressioni delle Nazioni Unite, ad Aung San Suu Kyi fu riconosciuta un maggiore libertà d'azione, ma nel mese di maggio del 2003, mentre la leader era a bordo di un convoglio con numerosi supporter, un gruppo di militari aprì il fuoco è massacrò molte persone. Scampata al massacro riuscì a salvarsi, ma fu di nuovo messa agli arresti domiciliari. Recentemente i leader dei paesi asiatici ed europei si  sono riuniti per la settima riunione Asia-Europa in Cina, ed il parlamento europeo li ha sollecitati a rivolgere un appello comune alle autorità birmane per  rilasciare Aung San Suu Kyi e tutti i prigionieri politici. In tale ottica è stato indirizzato un messaggio al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon in cui è stato evidenziato come nessuna riconciliazione sarà possibile in Birmania e nessun accordo sarà possibile con il governo della Birmania se non si provvederà rapidamente alla liberazione di San Suu Kyi.  Si chiede quindi alle nazioni unite di non dimenticare la Birmania e di moltiplicare gli sforzi e la pressione internazionale sul regime dei generali che, incuranti di ogni ragione di opportunità, continuano pervicacemente a negare ogni espressione di democrazia. E’ necessario che i Paesi come la Cina, che hanno grande influenza internazionale e che al momento appaiono gli unici referenti del regime birmano, collaborino con le Nazioni Unite per la liberazione di questa donna eroica che non può essere lasciata sola. Ora non si attende altro che la liberazione di questa donna che, prima di tutto, rappresenta il simbolo della libertà di pensiero e della democrazia interplanetaria.
“Un appello comune alle autorità birmane per  rilasciare Aung San Suu Kyi e tutti i prigionieri politici”
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