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Parlamento Europeo Premio Sakharov per la libertà di pensiero “Premio Sakharov per la libertà di pensiero” è un premio assegnato dal Parlamento europeo come riconoscimento per persone, organizzazioni o associazioni che si sono distinte nel mondo per il loro impegno a favore dei diritti dell’uomo, delle libertà fondamentali e contro l’oppressione e l’ingiustizia. Il premio, che viene attribuito dal 1988, è stato intitolato al dissidente sovietico Andrej Sakharov, fisico sovietico (è il padre della bomba a idrogeno), premio nobel per la pace 1975 per il suo impegno a favore dei diritti civili e le sue denunce alle repressioni attuate dal regime sovietico, che gli costarono l’esilio a Gorki dal 1980 al 1986, anno in cui venne riabilitato da Mikhail Gorbačëv. Nello spirito di Sakharov, le personalità che negli anni hanno ricevuto il premio a lui intitolato sono stati testimoni di grande coraggio e tenacia e della forza interiore necessari per difendere i diritti dell’uomo e rivendicarne il valore universale. Quasi sempre il loro impegno per la dignità della persona ha comportato grandi sacrifici e spesso ha avuto come prezzo le persecuzioni, la perdita della libertà personale o l’espulsione dalla patria. La selezione della personalità da premiare segue una procedura a più fasi e selezioni successive: in prima battuta gruppi politici del parlamento europeo e singoli eurodeputati propongono le candidature e le loro motivazioni,dopodiché le commissioni “affari esteri” e “sviluppo” del Parlamento europeo, riunite in seduta straordinaria, selezionano i finalisti, fra i quali la Conferenza dei presidenti (costituita dai presidenti dei gruppi politici) sceglie il vincitore. La consegna del premio, che oltre al riconoscimento, comprende un assegno di 50.000 euro, avviene ogni anno in una data vicino al 10 dicembre, giorno nel quale si celebra la firma della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Il vincitore scelto nel 2008 è Hu Jia un attivista cinese che da anni è in prima linea per riaffermare i diritti dell’uomo in Cina e che si è speso in particolare per la difesa dei diritti civili, per la protezione dell’ambiente e per la lotta contro l’AIDS e per il riconoscimento del massacro di Piazza Tienanmen. Attualmente si trova in carcere, condannato a tre anni e mezzo di reclusione per “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato” a seguito della videoconferenza del novembre del 2007 organizzata a Bruxelles con la sottocommissione per i diritti umani del Parlamento Europeo, nella quale aveva denunciato le violazioni dei diritti umani in Cina. Il suo nome è stato scelto in una rosa di tre finalisti che comprendeva anche Alexandr Kozulin, ex candidato alla presidenza in Bielorussia e Abate Apollinaire Malu Malu, Presidente della commissione elettorale indipendente della Repubblica democratica del Congo. Nel 2009 il premio è andato a “Memorial”, un’associazione per la difesa dei diritti umani che ha sede a Mosca ed opera nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. È l’unica associazione per i diritti umani presente in Russia. L’associazione, che ha anche una sede in Italia, aperta il 20 aprile 2004, si occupa di tutte le persone che vengono private dei loro diritti, specialmente per motivi politici, e cerca di rendere pubbliche le loro sofferenze tramite libri, articoli, mostre e comunicazione via web. Il progetto più importante dell’associazione riguarda i gulag. La percezione che si ha in Russia delle vittime della repressione sovietica è distorta: la popolazione è convinta che il numero di vittime sia assolutamente limitato. Nel 2010 il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sakharov al giornalista dissidente cubano Guillermo Farinas. Nella prima metà dell'anno Farinas ha attuato uno sciopero della fame durato 135 giorni, che ha interrotto quando la Chiesa cattolica cubana ha annunciato che il governo avrebbe rilasciato 52 dissidenti. Nel 2011 il premio è sato assegnato a cinque rappresentanti del popolo arabo per esprimere riconoscimento e sostegno alla loro lotta per la democrazia e per i diritti umani. Questi loro nomi: Asmaa Mahfouz (Egitto), Ahmed al-Zubair Ahmed al-Sanusi (Libia), Razan Zaitouneh (Siria), Ali Farzat (Siria) e, postumo, a Mohamed Bouazizi  (Tunisia). Nel 2012 il Parlamento europeo ha assegnato il premio agli iraniani Jafar Panahi (regista cinematografico) e Nasrin Sotoudeh (avvocato) quale messaggio di solidarietà per una donna e un uomo che non si sono chinati davanti alla paura e alle intimidzioni, e che hanno deciso di mettere la sorte del proprio Paese davanti alla propria.
“Il vincitore scelto nel 2008 è Hu Jia un attivista cinese che da anni è in prima linea per riaffermare i diritti dell’uomo in Cina”
Elenco dei vincitori delle edizioni del premio: 2012 Jafar Panahi e NasrinSotoudeh (Iran) 2011 Gli attivisti della Primavera araba 2010 Guillermo Farinas (Cuba) 2009 Memorial (Associazione russa) 2008 Hu Jia (Cina) 2007 Salih Mahmoud Osman (Sudan) 2006 Alexander Milinkevich (Bielorussia) 2005 "Damas de Blanco" (Cuba), Hauwa Ibrahim (Nigeria) e "Reporter senza frontiere" 2004 Zhanna Litvina, presidente dell’associazione bielorussa dei giornalisti 2003 L’ONU e il suo segretario generale Kofi Annan 2002 Oswaldo José Payá Sardiñas (Cuba) 2001 Izzat Ghazzawi (Palestina), Nurit Peled-Elhanan (Israele) e Dom Zacarias Kamwenho (Angola) 2000 ¡Basta Ya! (Spagna) 1999 José Alejandro 'Xanana' Gusmão (Timor Est) 1998 Ibrahim Rugova (Kosovo) 1997 Salima Ghezali (Algeria) 1996 Wei Jingsheng (Cina) 1995 Líela Zana (Turchia) 1994 Taslima Nasreen (Bangladesh) 1993 Oslobodjenje (Bosnia ed Erzegovina) 1992 Las Madres de la Plaza de Mayo (Argentina) 1991 Adem Demaçi (Kosovo) 1990 Aung San Suu Kyi (Birmania) 1989 Alexander Dubcek (Cecoslavacchia) 1988 Nelson Rolihlahla Mandela (Sudafrica) e, a titolo postumo, Anatoli Marchenko (Ucraina)
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