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Dalle stelle alle stalle
L’Italia di Lippi
non s’è desta
Un vero peccato. Un’onta che non potrà più essere tolta,
anche se meno tremenda di altre che capitano purtroppo
ormai di sovente nel nostro Paese, è il caso di dire.
Non ci si riferisce soltanto alla figuraccia della nazionale di
calcio ai mondiali in Sudafrica, ma a quella fastidiosissima
macchia che s’è posata sul curriculum di mister
Marcello Lippi.
Il ct azzurro, ormai ex eroe reduce dalla campagna di
Germania, s’è l’è cercata… e ne è stato
impietosamente, quanto spietatamente, travolto.
Il vero problema è che non v’è prova d’appello. Ormai
la sentenza è stata emessa: Italia bocciata e ct in
pensione, ed è matematicamente escluso che Lippi possa tornare in auge per la prossima edizione del mondiale. Anche se mai dire mai…
Chi è causa dei suoi mal… verrebbe da dire. In effetti il Marcello nazionale avrebbe potuto serenamente riposarsi e crogiolarsi sugli allori
per tutta la vita, ed essere ricordato da tutti come il fautore di quel miracolo che ha consentito agli italiani di
riversarsi in tutte le piazze per urlare tutta la gioia in corpo. In stile Bearzot, tanto per intenderci. E come ci
avrebbe fatto particolarmente piacere farlo oggi, magari per mettere da parte per qualche momento tutte le
delicate problematiche sul tappeto: dalla stomachevole politica alle tormentate questioni sociali.
Invece Lippi s’è proprio incaponito. Forse gli sarebbe piaciuto passare alla storia come l’unico mister in grado
di vincere due Coppe Rimet, di seguito per giunta. Si è talmente incaponito, e riempito di sé, da presentarsi
alle conferenze stampa che anticipavano l’evento premettendo che ci si rivolgeva all’allenatore che aveva
fatto vincere il precedente campionato mondiale di calcio, mica bruscolini… Talmente incaponito da rifiutare
categoricamente e testardamente di prendere anche solo in considerazione la possibile chiamata in campo di
due assi del calibro di Cassano e Balotelli.
Certamente non due stinchi di santo, come ben sappiamo, e probabilmente anche poco affini alle goliardiche
logiche di spogliatoio. Ma sicuramente due grossi talenti, veri e propri geni calcistici, che spesso e volentieri
possono fare la differenza inventandosi un gesto atletico, una diavoleria calcistica, imprimendo al pallone
malefiche traiettorie che lo insaccano alle spalle del malcapitato portiere avversario.
Ora, però, il povero Marcello Lippi lasciamolo in pace. Contro di lui non hanno infierito solo le squadre di calcio delle altre nazionali, ma
anche parecchia sfortuna. Che però, come si sa, fa parte del gioco.
Ora concentriamoci sul nuovo che è già arrivato, quel Cesare Prandelli che parte già col piede giusto, ma soprattutto fortunato. Sì, perché
peggio di così non potrà proprio fare.
“Marcello Lippi avrebbe potuto serenamente
riposarsi e crogiolarsi sugli allori per tutta la
vita”
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