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Incentivi e iniziative concrete TUTELARE LA FAMIGLIA Primo obiettivo in assoluto Il costo medio della vita è aumentato a livelli ormai insopportabili. Il petrolio sta mettendo in ginocchio la società, ma ciò era alquanto prevedibile. E’ ciò che potrà accadere con questi trend che è imprevedibile. Fino a quando questa società saprà stare quieta e tranquilla? Fino a quando ciò che oggi è un mormorio, un bisbiglio di lamentele potrà tramutarsi in furor di popolo? Nessuno – oggi – è in grado di dirlo o supporlo. Perché chi ha il dovere di preoccuparsene – oggi – è soprattutto preoccupato su altri fronti: l’accaparramento di energia (indispensabile soprattutto per “nutrire” la fame delle imprese), le intercettazioni telefoniche (che mettono scompiglio nel “quieto” vivere della moderna vita politica), la sicurezza (troppo spesso baluardo di uno strisciante razzismo piuttosto che della tutela dell’incolumità). E la famiglia? A che posto sta nell’elenco degli impegni dei politici italiani? Ai primi posti, sembrerebbe, almeno a parole. Ma basta essere ai primi posti, o dovrebbe essere al primo posto in assoluto? E su questo tema che dovrebbe essere fatta chiarezza, sgomberando il tavolo da ogni facile moralismo e soprattutto da una stereotipata volontà di qualunquismo. La famiglia soprattutto. Punto e basta. Questo dovrebbe essere il programma elettorale di ogni forza politica a cui stia a cuore il bene del  nostro Paese, e dovrebbe essere il principale impegno in grado di occupare le principali pagine di ogni taccuino di impegni politici. E’ possibile che non ci si accorga di questa grande trave che trapassa i nostri occhi e ci si concentri su tutt’altro? E’ possibile che nessuno metta pesantemente mano alla vergognosa situazione che coinvolge il principale meccanismo della nostra società? E’ immaginabile proseguire in uno scempio che sprofonda le proprie radici nella amoralità, nella corruzione, nella indifferenza. Oggi il bene primario di questa società malata sembra essere – anzi è – la ricchezza personale. Raggiungerla è il principale obiettivo di ogni individuo cresciuto nel clima di crisi che avvolge la famiglia da decenni a questa parte. Gli esempi che ci vengono offerti, infatti, sono tutt’altro che edificanti: imprenditori, sportivi (calciatori in particolare), uomini e donne di spettacolo, che guadagnano in un solo anno ciò che la maggioranza di questa malata società guadagna in una vita intera, spesso vivendo di stenti. Almeno nel nostro Paese, ed in quelli cosiddetti civilizzati, perché in molti altri si muore addirittura di fame. E, si badi bene, questo non è un concetto da considerare in maniera troppo semplicistica – e di comodo – comunista. Il comunismo è ben altro, e non è di certo la panacea di tutti i mali. Qui si sta riflettendo e discutendo dei mali di questa malata società, e primo fra tutti – ripetiamo – vi è la famiglia. Come aiutare la famiglia italiana, tema strettamente connesso anche alla problematica degli anziani, genitori o nonni che siano: questo è il vero e principale problema dei giorni nostri. La famiglia italiana oggi è costretta ad affrontare ostacoli insormontabili: la cura ed il benessere dei propri figli (e – come si diceva – dei “propri” anziani), la quadratura del bilancio, l’educazione alla moralità, tanto per citarne alcuni. E assistere ad una politica – nonostante tutto – impotente, o sarebbe meglio dire incapace, ad affrontare tali tematiche è veramente frustrante, e ci indurrebbe a disertare l’unico modo che ogni cittadino ha per dire la sua: il diritto di voto. Ma a che serve disertare il voto, di fronte poi all’imperterrita escalation di questa politica? Chi se ne infischia se aumentano le schede bianche o nulle, quando basta che quelle rimanenti siano in grado di legittimarla? Eppure basterebbe poco per dare positivi segnali: impegnarsi a fondo per discutere in ogni consiglio dei ministri del tema sino a quando potranno essere attuati i necessari provvedimenti legislativi. Un po’ come sta facendo l’attuale Presidente del Consiglio con i rifiuti di Napoli. E allora, tanto per iniziare, andrebbe elargito un bonus a tutte le famiglie che procreano, che sia sotto forma di contributo in denaro o altro questo poco importa. Ma sarebbe il primo vero importante atto in grado di affrontare il problema del calo delle nascite. Prima ancora andrebbe tutelato il lavoro dei genitori, inteso anche come lavoro di mamma e papà. Una famiglia si crea se vi sono basi non solo affettive, ma anche più concretamente in grado di sostenerla finanziariamente. E ciò potrà avvenire solo se vi sarà la certezza di una occupazione sicura per entrambi, che permetta naturalmente anche di fare le mamme e i papà. Si tratta inoltre di premiare gli atteggiamenti virtuosi di quei genitori che cercano di gestire in maniera ottimale il proprio bilancio familiare, spendendo e investendo al meglio e senza sprechi per il futuro del proprio nucleo familiare. Ma queste sono solo modestissime indicazioni. Il Consiglio dei Ministri – ed il Premier in particolare – potrebbe certamente pensarne di migliori.
“Come aiutare la famiglia italiana: questo è il vero e principale problema dei giorni nostri”
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