Natolibero.it
EUROFESTIVAL Una occasione mancata per le reti italiane RAI, di tutto… ma non certo di più Da anni siamo malamente abituati a fare zapping con i nostri telecomandi tra un programma televisivo e l’altro, diciamocelo, con molta rassegnazione. La rassegnazione di dover ancora una volta starsene piuttosto annoiati seduti sulla poltrona di casa, a vedere cosa propinano “per cena” – per noi affamati di tv – questo o quell’altro canale, poco importa se privato o di stato. E spesso ci si imbatte in trasmissioni senza alcun senso, che suscitano l’immediata reazione del pollice sul telecomando. Il risultato? Il più delle volte il nostro spettacolo serale si traduce nella visione di piccoli spezzoni, qua e là, di programmi. Una sorta di “blob” che però, al contrario di quello originale – che almeno è montato con un certo filo logico – non ha né capo nè coda. Se poi si aggiungono le interruzioni pubblicitarie, che messe tutte insieme coprono buona parte della programmazione televisiva, si raggiunge il colmo dell’insoddisfazione. E la cosa che più ci disturba è che per la visione di tutta quella “monnezza” (per dirla con un termine ultimamente alquanto abusato) ci tocca anche pagare un canone. Sgomberiamo subito il tavolo da una ipocrisia: il canone si paga anche per vedere le tv private. Sì, perché – se non lo sapete ancora – la tassa che ogni anno versiamo è dovuta per il possesso del televisore, e non per la visione delle trasmissioni delle Reti RAI. Tutto questo per dire cosa? Innanzitutto che non è proprio vero che vengono solo trasmesse produzioni noiose e – molte volte – degradanti o volgari. Non si sta certamente parlando di quelle politiche, che meriterebbero riflessioni a parte. E nemmeno di quelle prettamente culturali, adatte ad un pubblico piuttosto selezionato ed interessato. Ma stiamo soprattutto parlando di programmi che ci inducono a rimanere sintonizzati sul quel canale fino alla fine, immobilizzano il dito pollice e – soprattutto – ci fanno rimanere svegli. Alcuni ricordi di antica data mi riportano ai simpaticissimi “Giochi senza frontiere”, che ci facevano rimanere incollati ore ed ore per assistere a quelle improbabili gare tra adulti che sembravano farli tornare tutti ragazzini. Programmi che rimangono nel cuore degli adulti di oggi, rassegnati a vedere i propri figli ipnotizzati dai Simpson. Oggi, uno di questi è sicuramente l’Eurofestival, che, come il buon vino rosso, migliora ogni anno che passa sin dalla data del suo concepimento, correva l’anno 1956. Una formula, quella della kermesse musicale, mutuata dal Festival di San Remo, ma, a differenza di quest’ultimo, diventata sempre più spumeggiante e simpatica, oltre ad essere priva di spot pubblicitari. Circa due ore di alto spettacolo, interculturale, foriero di solidarietà ed amicizia tra i popoli, decisamente di alto livello anche dal punto di vista tecnologico. Ogni edizione non fa solo ascoltare della buona, e in alcuni casi ottima, musica. Ma fa anche conoscere e vedere un aspetto complementare della musica: la coreografia, in una sorta di spettacolo nello spettacolo. Circa due ore che trascorrono molto velocemente, con ritmo incalzante, facendoci dimenticare l’equazione tv uguale noia. Fin qui tutto bene. Ma dove sta il problema? Il problema – rilevante – è che questa splendida manifestazione – diffusa dalle emittenti televisive di tutta Europa e non solo – non è di interesse per nessuna delle reti italiane, né RAI né MEDIASET. Risultato: in Italia non la si può vedere se non collegandosi alle reti satellitari estere, o con internet. Ciò accade nel nostro Paese sin dal 1998 fra la generale indifferenza, considerato che molti non sono neppure a conoscenza della sua organizzazione principalmente per la mancanza di informazioni. Così, mentre molti si interrogano ancora – e tra essi parecchi dirigenti RAI – su come migliorare le già costosissime edizioni del Festival di San Remo, nessuno di loro si preoccupa di vedere cosa accade oltre il proprio il naso, dove magari basterebbe proprio “prendere spunto” dall’Eurofestival. E non ci sarebbe da meravigliarsi se un giorno dovessimo scoprire che la partecipazione all’evento internazionale possa essere addirittura incentivata dalle istituzioni europee, oppure questa potrebbe proprio essere l’occasione per proporlo nelle competenti sedi delle istituzioni politiche. Del resto, quale migliore occasione di amicizia e scambio interculturale tra i popoli se non questa pacificissima e simpaticissima manifestazione.
“La splendida interpretazione della cantante greca Kalomira con il brano “Secret Combination all’Eurofestival 2008”
Albo d’oro dell’Eurofestival Anno Paese Artista Canzone Lingua 1956 Svizzera Lys Assia Refrain Francese 1957 Paesi Bassi Corry Brokken Net Als Toen Olandese 1958 Francia André Claveau Dors, Mon Amour Francese 1959 Paesi Bassi Teddy Scholten Een Beetje Olandese 1960 Francia Jacqueline Boyer Tom Pillibi Francese 1961 Lussemburgo Jean-Claude Pascal Nous Les Amoureux Francese 1962 Francia Isabelle Aubret Un Premier Amour Francese 1963 Danimarca Grethe e Jørgen Ingmann Dansevise Danese 1964 Italia Gigliola Cinquetti Non ho l'età (per amarti) Italiano 1965 Lussemburgo France Gall Poupé De Cire, Poupée De Son Francese 1966 Austria Udo Jürgens Merci Chérie Tedesco 1967 Regno Unito Sandie Shaw Puppet On A String Inglese 1968 Spagna Massiel La La La Spagnolo 1969 Francia Frida Boccara Un Jour, Un Enfant Francese 1969 Spagna Salomé Vivo Cantando Spagnolo 1969 Regno Unito Lulu Boom Bang-a-bang Inglese 1969 Paesi Bassi Lenny Kuhr De Troubadour Olandese 1970 Irlanda Dana All Kinds Of Everything Inglese 1971 Monaco Séverine Un Banc, Un Arbre, Une Rue Francese 1972 Lussemburgo Vicky Leandros Après Toi Francese 1973 Lussemburgo Anne-Marie David Tu Te Reconnaîtras Francese 1974 Svezia Abba Waterloo Inglese 1975 Paesi Bassi Teach-In Ding-a-dong Inglese 1976 Regno Unito Brotherhood of Man Save Your Kisses For Me Inglese 1977 Francia Marie Myriam L'oiseau Et L'enfant Francese 1978 Israele Izhar Cohen e the Alphabeta A-ba-ni-bi Ebraico 1979 Israele Milk and Honey Hallelujah Ebraico 1980 Irlanda Johnny Logan What's Another Year Inglese 1981 Regno Unito Bucks Fizz Making Your Mind Up Inglese 1982 Germania Nicole Ein Bisschen Frieden Tedesco 1983 Lussemburgo Corinne Hermès Si La Vie Est Cadeau Francese 1984 Svezia Herrey's Diggi-loo Diggi-ley Svedese 1985 Norvegia Bobbysocks La Det Swinge Norvegese 1986 Belgio Sandra Kim J'aime La Vie Francese 1987 Irlanda Johnny Logan Hold Me Now Inglese 1988 Svizzera Céline Dion Ne Partez Pas Sans Moi Francese 1989 Iugoslavia Riva Rock Me Serbo-Croato 1990 Italia Toto Cutugno Insieme: 1992 Italiano 1991 Svezia Carola Fångad Av En Stormvind Svedese 1992 Irlanda Linda Martin Why Me? Inglese 1993 Irlanda Niamh Kavanagh In Your Eyes Inglese 1994 Irlanda Paul Harrington e Charlie McGettigan Rock 'n' Roll Kids Inglese 1995 Norvegia Secret Garden Nocturne Norvegese 1996 Irlanda Eimear Quinn The Voice Inglese 1997 Regno Unito Katrina and The Waves Love Shine A Light Inglese 1998 Israele Dana International Diva Ebraico 1999 Svezia Charlotte Nilsson Take Me To Your Heaven Inglese 2000 Danimarca Olsen Brothers Fly On The Wings Of Love Inglese 2001 Estonia Tanel Padar, Dave Benton e 2XL Everybody Inglese 2002 Lettonia Marie N I Wanna Inglese 2003 Turchia Sertab Erener Everyway That I Can Inglese 2004 Ucraina Ruslana Wild Dances Inglese 2005 Grecia Helena Paparizou My Number One Inglese 2006 Finlandia Lordi Hard Rock Hallelujah Inglese 2007 Serbia Marija Šerifović Molitva Serbo 2008 Russia Dima Bilan Believe Inglese 2009 Norvegia Alexander Rybak Fairytale Inglese 2010 Germania Lena Satellite Inglese 2011 Azerbaigian Ell e Nikki Running scared Inglese 2012 Svezia Loreen Euphoria Inglese 2013 Danimarca Emmelie de Fores Only Teardrops Inglese  
ARTICOLO
Informazione e Opinione